Come è nato il Parmigiano Reggiano?
Intorno all'anno mille i monaci benedettini e cistercensi bonificarono i terreni paludosi della pianura padana utilizzando molte vacche per il lavoro nei campi, producendo però troppo latte, al punto che i monaci studiarono un metodo per trasformare il latte, alimento deperibile, in un formaggio di grandi dimensioni, in grado di conservarsi nel tempo.
La produzione delle grandi forme,dalle fattorie nella zona di Parma, si estese poi alle province limitrofe:Reggio Emilia, Modena, Bologna (a sx del fiume Reno), Mantova (a dx del fiume Po), ma non oltre.
Solo in queste zone, infatti, il latte ha le caratteristiche per trasformarsi in Parmigiano Reggiano.
Un pò di numeri? 500 caseifici e 6000 aziende agricole con 270000 vacche.
Questo è l'orgoglio e la passione di far parte del territorio d'origine del Parmigiano Reggiano.
Natura e sapienza
Il latte per il Parmigiano Reggiano è lavorato a crudo, senza alcun trattamento termico, e senza l'aggiunta di alcun additivo. L'abilità del "casaro" che lo lavora è frutto di un'esperienza e di una tradizione tramandata nei secoli. Occorrono ben 16 litri di latte per produrre un chilogrammo di Parmigiano Reggiano e ci vogliono circa 600 litri di latte per fare una forma intera.
Ogni giorno nel nostro piccolo caseificio se ne producono 8.
Le mucche delle aziende agricole della nostra cooperativa hanno un'alimentazione controllata, solo fieno, erba fresca e cereali non OGM macinati, come prevede il regolamento disciplinare del Parmigiano Reggiano.
La mungitura avviene 2 volte al giorno, e la qualità del latte è controllata ogni volta, singolarmente, per ogni produttore.
Ma come si fa?
Il latte è portato ad una temperatura di 53°-54° in grandi caldaie di rame con l'aggiunta di caglio naturale e siero innesto (siero tenuto dalla lavorazione del giorno prima) ricco di fermenti lattici, ma nessun additivo.Il casaro aspetta la coaugulazione e con lo spino (strumento molto antico) "rompe" la cagliata in modo che si formino dei granuli. Terminata la cottura, i granuli si depositano sul fondo della caldaia per ricomporsi in un'unica massa che viene estratta con una pala di legno e avvolta in una tela di lino. Essa deve essere la giusta quantità per ottenere due forme.
L'aspetto caratteristico si ottiene con uno stampo, detto "fascera", in ognuno dei quali si inserisce la carta d'identità della futura forma: una placca di caseina (grasso naturale del latte) con data di produzione e numero del caseificio.
Le forme sono immerse in una soluzione d'acqua e sale naturale per circa 21 giorni,per permettere l'assorbimento del sale neccessario per la lunga stagionatura. Le forme, riposte nei magazzini di stagionatura, dovranno riposare almeno 12 mesi prima della marchiatura, infatti, non tutte diventeranno Parmigiano Reggiano ma dovranno superare l'esame degli esperti del consorzio di tutela del Parmigiano Reggiano.
Solamente quelle che lo supereranno riceveranno il marchio a fuoco e potranno proseguire la stagionatura per affinare sapore e aromi che lo renderanno IL formaggio unico al mondo.
.....e non è finita qui, il Parmigiano Reggiano ci riserva ancora tante sorprese!!!!
Mentre riposa un altro anno nel magazzino il Re dei Formaggi continua a lavorare per noi.
Le sue proteine si scompongono, cioè generano pezzi di proteine più piccoli per alleggerire il lavoro del nostro stomaco durante la digestione. Diventa ricco di calcio (circa 1,3%),fosforo (circa 0,7%), selenio, e vitamine presenti in quantità varia ed equilibrata. Contiene appena il 28% di grassi ed il colesterolo è tra i più bassi in assoluto tra tutti i formaggi, è il formaggio con il minor contenuto d'acqua (30%) e quindi acquistarlo è molto conveniente! Le calorie? 392 per 100 grammi di prodotto! In sintesi: è un alimento sano, completo, ideale per un'alimentazione bilanciata e funzionale anche per chi pratica sport ed è un aiuto importante per la crescita e per la prevenzione dell'osteoporosi.
Il Parmigiano Reggiano a tavola
Sappiamo tutti che il Parmigiano Reggiano è un importante ingrediente in cucina, ma spesso le sue potenzialità non sono sfruttate per mancanza di pochi ma semplici suggerimenti per consumarlo magnificamente.
Si può gustare da solo o con il pane...Sbizzarrirsi con i più svariati abbinamenti, con la frutta secca, con le pere, con il mele, con la marmellata, le verdure, la mostarda e con qualche goccia di aceto balsamico....e si possono immergere le scaglie nel cioccolato fondente precedentemente sciolto.
Infine..ricordatevi di grattugiarlo SEMPRE sulla pasta abbondantemente!!!!
Inoltre ci sono anche innumerevoli ricette dove l'uso del Parmigiano Reggiano è fondamenale per l'ottima riuscita del piatto. Ricordiamo i tortelloni di ricotta, i risotti, le scaglie sul carpaccio e perchè non sulla pizza con bresaola e rucola, ed è un ottimo alleato in tutti i piatti assieme al tartufo, e, poi, ci sono mille alri piatti. Saremo lieti, su vostra richiesta, di mandarvi via e-mail alcune delle nostre ricette tipiche di primi e secondi piatti.
E per tagliarlo?
Per tagliare il Parmigiano Reggiano nella sua tipica forma di scaglie, è indispensabile il coltello adatto: un coltellino a mandorla, perchè durante il taglio la sua lama mantiene la granulosità naturale del formaggio favorendo proprio la formazione della scaglia.
Facendo visita ai caseifici e ad i loro punti vendita, oltre al tipico e indispensabile coltellino, potete acquistare, o ricevere in omaggio con l'acquisto di prodotti, anche il tagliascaglie, la grattugia, la formaggiera dalla forma tipica di parmigiano e tanti altri gadget per farvi aprezzare e gustare sempre più il Re dei formaggi.
Ulteriori informazioni sul punto vendita cliccando su vetrina.



